Chi ha avuto rapporti commerciali con la Russia, sa benissimo quanto sia burocratica e macchinosa, la pratica doganale per l’importazione di prodotti all’interno della Federazione Russa. I nostri connazionali spesso si sono trovati in gravi difficoltà con carichi fermi in dogana, a volte si tratta anche di merci facilmente deperibili come per esempio avviene per una vasta gamma di prodotti alimentari, ecco quindi che di fatto ci si vede costretti non tanto a pagare la tangente alle autorità, ma ad utilizzare il broker immanicato, che di fatto corrisponde a pagare la mazzetta in modo lecito per evitare che il carico rimanga fermo anche per mesi: Il broker, si sa, è un prestanome di qualche alto ufficiale di dogana, nella peggiore delle ipotesi è comunque un trafficone immanicato di cui ci si auspicherebbe di poter fare a meno..
Noi già sapevamo che a finite nella maglia burocratica doganale, non c’erano solamente soggetti comuni, ma anche istituzioni estere come per esempio ambasciate e consolati che spesso necessitano d’importare qualche bene, come avvallo di progetti culturali, cosa invece alquanto particolare, e vedere finire vittima della burocrazia doganale russa, anche soggetti russi patrocinati istituzionalmente e coinvolti in progetti sociali particolarmente rilevanti.
E’ accaduto appunto, che a farci le spese, questa volta qui è toccata all’oceanario di Sochi, uno stupendo acquario unico nel suo genere in tutta la Russia, il quale – causa burocrazia – si è visto bloccato in dogana per lunghe ore il suo preziosissimo carico fatto di migliaia di pesci esotici provenienti dalla Cina, tale blocco ha portato alla morte di gran parte del prezioso carico e scaturito l’ira del direttore dell’oceanario che a suo dire, ha subito il bloccato nonostante la merce viaggiasse con tutte le carte in regola quali fatture, certificati veterinari, e permessi d’importazione.
Conoscendo come lavora la dogana russa, non c’è affatto da stupirsi che questi si siano messi a controllare i pesci uno a uno, verificando razza e “modello”, stato di salute, certificato, timbro e contro timbro, fino a che i poveri pesciolini non ce l’hanno più fatta e sono schiattati tutti!